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Notizie dal Consiglio del 23.06.2015

La variante n. 1 al Regolamento Urbanistico interviene molto limitatamente ad aggiornare, come dovrebbe essere, alcune impostazioni di fatto superate anche solo per effetto del tempo trascorso dalla prima formulazione. Il resto è un piano poco organico e con una visione molto limitata ad alcune piccole urgenze con la realizzazione di qualcosa che minimamente risponderà alle mutate esigenze dei cittadini e dei turisti pientini ma non darà respiro e prospettiva al futuro di Pienza e del suo territorio. Lo diciamo perché non si parla di urbanistica e paesaggio da soli, serve di inquadrare queste politiche in un contesto più ampio e la momentanea gestione in convenzione con il comune di Montepulciano di questi servizi fondamentali contribuirà forse ad avvicinarsi sempre più alla valdichiana e non a ricercare politiche univoche con gli altri territori del sito UNESCO riconosciuto in val D’orcia.
L’attenzione dei consiglieri di minoranza si é anche posata sulle risposte alle deduzioni dei cittadiniper vigilare sulle particolarità di alcune che fanno intendere successivi passaggi per “risolvere” tutti i problemi proposti. Saremo attenti anche in futuro perché non si vada a snaturare il principio fondante di un piano urbanistico che deve ragionare nel lungo periodo e prevedere tutele al patrimonio di tutti contro speculazioni e interessi personali.
Per la gestione dei servizi quali asilo nido e campi solari estivi si é ribadita la necessaria attenzione a vigilare sulle procedure di assegnazione e le competenze di coloro cui affidiamo compiti molto sensibili di vicinanza ai nostri bambini. Per le altre procedure poste in essere ancora non si sono concretizzate e quindi ci riserveremo di vigilare sulla loro attuazione.
Le interrogazioni proposte hanno ottenuto degli interventi sul decoro dell’area giochi di via dell’aia ed una risoluzione per l’urbanizzazione di via della salle, sulla quale resterà accesa l’attenzione per la ripartenza di un cantiere. Sebbene sia stata oggetto di polemiche sterili ribadiamo l’auspicio che sia vicina alla conclusione la vicenda della variante che consentirà la realizzazione di un’opera che da tanto Pienza aspetta e che consentirà di evitare al traffico pesante un passaggio troppo vicino al centro storico. Sulle priorità da dare alle opere pubbliche previste dal piano triennale abbiamo ribadito che secondo noi vengono anteposti interventi meno urgenti ad altri più sentiti dai cittadini. Continueremo a segnalare gli scostamenti dai proclami elettorali e lo sbilanciamento verso il centro con poca attenzione alle aree periferiche e di campagna che ci sembra caratterizzi ancora questa amministrazione.

Appello dei Consiglieri Comunali Pd su questione Poste Italiane Spa

La decisione di Poste italiane Spa di ridurre il numero degli uffici postali, sacrificando in particolare quelli dei piccoli centri, ci trova in totale disaccordo. In Toscana potrebbero chiudere 63 uffici e arriverebbe la riduzione di orario per 37 sportelli. In provincia di Siena sono previste le chiusure nelle località di: Monti in Chianti; Monticchiello; Pievescola; San Gusmé; Gracciano; Montisi; Serre di Rapolano e la riduzione di orario a Corsano; Sant’Angelo in Colle; Rigomagno. La Toscana già nel 2012 aveva dovuto far fronte alla chiusura di 74 uffici. Non possiamo continuare a tagliare servizi sulle spalle dei cittadini. A prescindere dalle zone interessate, sottoscriviamo tutti questo appello perché nelle nostre terre la solidarietà tra territori é un valore e perché impoverire una frazione qualsiasi impoverisce tutte le terre di Siena.

Poste italiane Spa è una società a capitale interamente pubblico che gestisce i servizi postali in una condizione di sostanziale monopolio e che garantisce l’espletamento del servizio universale sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato, in cui la società si impegna a raggiungere determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l’adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste. Nel 2013 Poste Italiane, che riceve significativi contributi da parte dello Stato, ha prodotto un utile di oltre 1 miliardo di euro. Tagliare in Toscana 63 uffici postali che costano pochi milioni è assurdo.

La richiesta che rivolgiamo a Poste italiane è che non passino i tagli agli uffici postali. Un appello che vogliamo rivolgere anche in virtù della delibera del 2014 inviata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a Poste Italiane nella quale ha “ritenuto opportuno inserire (…) specifici divieti di chiusura di quegli uffici che servono gli utenti che abitano nelle zone remote del Paese (…) ritenendo prevalente l’esigenza di garantire la fruizione del servizio nelle zone disagiate anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio”.

La decisione unilaterale di Poste Italiane vuole, secondo una logica portata avanti dalla società negli ultimi anni, cancellare uffici ritenuti “improduttivi” o “diseconomici”, senza considerare che rappresentano un punto di riferimento per i cittadini di piccoli comuni e zone meno densamente popolate. Questa razionalizzazione rischia di tradursi in gravi disservizi soprattutto per i residenti anziani, che si troveranno a non poter usufruire di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le

operazioni o affrontare frequenti e difficili spostamenti, su territori particolarmente disagiati

Ci associamo a quanto affermato dal Presidente della Regione Enrico Rossi che ha sottolineato con forza la necessità di far nascere dalla Toscana un movimento di istituzioni e cittadini per far ritirare questo piano.
Non ci sottraiamo alla sfida dell’innovazione e comprendiamo le modifiche delle abitudini nell’uso degli uffici postali, ma questo provvedimento ci sembra assolutamente iniquo.

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